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AZ - Collaudo

Uno splendido racconto del collaudo l`ha dato Pierre nella sezione del nostro gruppo, nella rassegna «Vai di pendio!» . Vi rimando li per avere un altro resoconto su quella memorabile giornata.
Per quel che riguarda noi, invece, dicevamo che venerdì sera non eravamo riusciti a finire completamente l`ala. Non che mancasse molto, solo l`alloggiamento di ricevente e batterie ed il baricentraggio finale, pur avendo stimato di esserci gia' non troppo lontani. Arrivammo sul pendio alle 10:58 e scendendo dalla macchina potemmo apprezzare una discreta dinamica che ci investiva ... per pochi secondi, ahimé! Dovemmo subito renderci conto che arrivava dal verso opposto a quello normale. Purtroppo il nostro pendio non e' bivalente, si vola sono da una parte quindi qui non avremmo potuto collaudare l`AZ!

Comunque, nella speranza che le condizioni tornassero normali finimmo di preparare e centrare l`ala. In meno di un`ora il lavoro era stato portato a termine e le condizioni restavano invariate. Che fare? Tornare a casa? Guardatemi nelle palle degli occhi: Voi sareste tornati ? Penso di no, e cosi' NON facemmo noi. Iniziammo a perlustrare l`altro versante della valle in cerca di un posto «decente» in cui collaudare. Fu una ricerca piuttosto lunga per i piu' svariati motivi: tralicci, massi, mucche che pareva volessero avvicinarsi ecc. Fatto sta che alla fine ci decidemmo per un posto che ci sembrava adeguato:

Lanciare l`AZ non e' affatto semplice per il motivo che e' possibile afferrarla solo da dietro e quindi, durante il lancio, ogni inclinazione nell`assetto viene accentuato, rischiando a volte di vedersela arrivare direttamente sui piedi! Comunque, dopo un paio di tentativi, Amedeo (che ultimamente e' diventato il nostro lanciatore ufficiale! ) e' riuscito a metterla perfettamente in volo:

Non penso che Pierre si aspettasse una reattivita' del genere perché i primi istanti del volo sono stati contrassegnati da una notevole somiglianza con il comportamento di un cavallo imbizzarrito ! Inserite le riduzioni e calato il tasso di adrenalina nel sangue abbiamo iniziato a valutare il volo dell`«aggeggio». Le considerazioni fatte dal pilota Pierre qui sono perfette e cosi' le riporto:
«Finalmente riesco a governare e sul modello imparo subito una cosa: meglio non perderlo di vista, è velocissimo! Dopo un paio di traversoni e qualche tranquillo passaggio in quota per saggiare il comportamento in virata (ottimo tra l`altro) è ora di vedere quello che sa fare: affondo bruscamente e l`AZ prende una velocità impressionante per un modello del genere, le ali fischiano che è un piacere ed in richiamata restituisce tutto quello che si è presa scendendo. Capisco subito che il limite attuale del modello è solo il pilota che continua a trattarlo da schiumino mentre lui richiede un pilotaggio da aliante. Ci vuole un volo teso, pulito, veloce.» (Pierre C.)

Personalmente, anche come semplice osservatore prima e pilota dopo, ho avuto le stesse sensazioni di volo, estremamente manovrabile e preciso, con una tendenza a «correre» sconosciuta agli altri tutt`ala in nostro possesso . Provammo a caricarla con due barrette e la rimettemmo in volo. Naturalmente aumentando il carico l`ala acquistava ancora maggior velocità e una spaventosa precisione nelle traiettorie e nelle manovre, mentre la pinna posteriore fa si che durante tonneau o virate a coltello l`ala non scivoli in aria e mantenga la sua direzione.

Quel giorno, date le mutevoli condizioni del tempo cambiammo ancora diverse volte posto fino a trovarne uno adatto in cui potemmo provare tutti e tre l`ala per saggiarne le caratteristiche. Tutto questo fino a quando l`incontro con un masso in atterraggio non le fece saltare il musetto. Comunque il collaudo era stato positivo e noi, felici, ce ne tornammo a casa, pronti per la prossima volta, che doveva arrivare dopo poche settimane e di cui parleremo nella prossima pagina

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Updated: 12 Ottobre, 2003 - Visto: volte