Dopo aver opportunamente preparato i pezzi con le scanalature l`assemblaggio
diventa un lavoro semplice ma da eseguire lo stesso con un minimo di
attenzione per ottenere un buon risultato. Tutti gli incollaggi
sono stati eseguiti con semplice vinilica che ha dato ottimi
risultati ed una buona lavorabilità. Unico «problema»
mettere la colla sul longherone vista la precisione con cui
questo scorreva nella sua sede
.
Anche il tubo della zavorra era già praticamente fermo
per conto suo ma l`abbiamo incollato ugualmente avendo l`accortezza di irruvidire
la superficie dell`alluminio.
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Mi sono dimenticato di elencare due passaggi:
Lasciate il tutto ad asciugare almeno una notte avendo cura di tenere l`ala appoggiata su un piano con la parte posteriore ben aderente al piano di lavoro. Nel frattempo potrete dedicarvi alla realizzazione degli alettoni! Alain consiglia di eseguire un sandwich di balsa-fibra-balsa, con balsa da 3mm in modo da ottenere una tavoletta da 6mm di spessore che andrà lavorata in modo da risultare poi 3 mm da una parte:
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Noi abbiamo operato in modo leggermente differente, usando due strati di balsa da 3 incollati con vinilica (mi raccomando di metterli ad asciugare sotto pesi!!!), successivamente trattati con turapori ed infine ricoperti in carta. Non possiamo lamentarci della rigidità:
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Una volta che l`ala sarà asciugata in un unico pezzo (constaterete come il longherone di tiglio messo di coltello garantisca una notevole rigidità!) dovrete incollare il sistema da voi scelto per tenere la coda (badando che stia dritta), noi utilizziamo un profilato di allumino ad «U» con spazio interno di 6mm.
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La coda in se ce l`ha fornita Amedeo che se ne è arrivato una sera con tre code già fatte e il profilato ad «U» da incollare nell`ala come guida. Per ottenerle ha incollato un listello 6x6 di tiglio dentro del depron da 6 con colla aceto-vinilica (la vinilica rapida per intenderci). La forma l`ha data ad occhio mantenendo però le specifiche di massima dettate da Alain, cioè una lunghezza di circa 24cm ed un`altezza di 20. Abbiamo foderato anche questa:
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Rimane infine la ricopertura! Noi abbiamo optato per la carta,
incollata con la famosa «pappoccia magica» di cui
potete leggere qui
.
Il risultato e' stato una rigidità ancora maggiore che
ci permette acrobazie tiratissime senza temere rotture. Inoltre
il peso del modello è sceso considerevolmente rispetto
a quello dichiarato nel progetto. Questo è un bene nei giorni di scarsa
condizione in cui l`ala riesce a stare su con un refolo di ascendente.
La contropartita è stata invece la fragilità
della ricopertura in caso di atterraggi violenti contro arbusti e/o
pietre affioranti che provoca dei bozzi nella carta. Stiamo pensando
di irrobustire il bordo d`entrata con fibra o simili, ma per
adesso, tranne le grosse ammaccature di cui leggerete nella pagina del collaudo,
se l`ala viene portata a terra in modo ortodosso (e l`estrema
maneggevolezza e precisione lo permette praticamente sempre)
e' comunque sufficientemente robusta. ![]()
Per terminare la costruzione non resta che preparare le sedi per servi, ricevente e batterie (noi usiamo 4 elementi NiMH da 850mAh), le squadrette ed i comandi. Un`ingenuità che abbiamo commesso noi e' stata quella di tenerci troppo larghi con le sedi in modo da far stare tutto comodo ... l`abbiamo pagato in un impatto contro una roccia che ci ha fatto saltare via il musetto! Quindi a voi suggerisco di scavare il meno possibile:
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Bene, non sto a tediarvi oltre con la costruzione, oramai
si era fatto tardi la sera di Venerdì 29 agosto, giorno
in cui finimmo la nostra ala! l`indomani mattina ci attendeva il collaudo di
cui parleremo nella prossima pagina
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| Creato da Ruatta Fabrizio: fruatta@altervista.org Updated: 14 Ottobre, 2003 - Visto: volte |